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April 25 Terremoti.Ciao, sono Marcello. Per creare fuori dobbiamo creare dentro. Prima dentro, anzi... solo dentro. Non sono i terremoti che fanno male a le persone. Le persone si fanno male sotto le loro strutture rigide, quando queste crollano in seguito ad un terremoto. Avendo flessibilita' e non rigidita', avendo piu' spazio senza un "tetto", la vita e' perfetta. Il "tetto" sono le nostre definizioni, preconcetti, la mania di etichettare ogni cosa come buona o cattiva. Arrivano i "terremoti", prima o dopo, a noi anche. La normalita' alla quale eravamo abituati crolla. Crollano le convinzioni che reggono pesi enormi. E bisogna ricominciare. Flessibili si diventa guardando cio' che c'e' dentro e fuori senza il "no", senza etichette, senza volere per forza capire cercando di definire o "strutturare" cio' che e'. Cio' che e', e' quello che e'. Non e' ne buono ne cattivo. Non e' importante il "cosa" facciamo ma il "come" lo facciamo. Quel "come" lo ripetiamo automaticamente per ogni "cosa" che facciamo. Per creare non bisogna aggiungere nuovi pensieri ma togliere i pensieri. E' questo che bisogna fare. Mi correggo, non e' un "fare" ma e' permettere che lo spazio si espanda libero dentro. Perche' la mente ci porta sempre dove siamo gia' stati ma l'atto creativo avviene quando i pensieri non intervengono con la loro fretta. E si crea lo spazio per le nuove invenzioni. Marcello Cicchini - Aprile/2009
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